p.c.c.:
ministro Alessandra Locatelli,
Stefano Belisari di Elio e le Storie Tese
alle Associazioni: Agendo, Angsa Veneto, Anffas (disabilità intellettive e relazionali), AISM (sclerosi multipla), UICI (ciechi), ENS (sordi), AIPD (persone Down) e FISH e a tutte i raggruppamenti impegnati in materia di disabilità e inclusione.
Agli agenti del Programma Tv “Casa a Prima Vista”: Mariana D’Amico, Ida Di Filippo, Gianluca Torre, Nadia Mayer, Blasco Pulieri, Corrado Sassu
Di Dr.ssa Caterina FRANCHINA
Per capire esattamente l’obiettivo di questa mia disamina, ispirata dalla volontà di trasformare l’indolenza del mondo immobiliare avviluppato in un automatismo sintetizzato nella sola parola “compravendita” e sempre con l’obiettivo di voler trasformare per cambiare, inventare e riparametrare ciò che è troppo datato e privo di futuro con segno positivo, bisogna comprendere quanto sia stata travolta sostanzialmente da due realtà che mi hanno ispirata, per ragioni di sensibilità personale, prossimità familiare e obiettivo professionale.
La prima è l’apertura della caffetteria botanica “serreQuerini”. A gestire questo nuovo luogo di socialità, tra caffè, natura ed eventi, è la cooperativa sociale AgenDo. La realtà cittadina, che dal 1985 promuove il lavoro e l’autonomia di persone con sindrome di Down, si è aggiudicata infatti il bando, promosso dal settore Patrimonio del Comune, per la gestione triennale di un servizio pubblico che offra piccola ristorazione, ma anche attività sociali, culturali, artistiche e ricreative, prevedendo l’inserimento lavorativo di persone con disabilità. Nella caffetteria lavoreranno quindi a turno una ventina di persone con sindrome di Down affiancate da un operatore e da due persone al banco del bar.
Questo è frutto dell’attività efficace e appassionata di Agendo che a Vicenza non è solo “Serre Querini” ma anche Fuori di Zucca e la Bottega di Nonna Papera, a dimostrazione di quando si vuole si può fare qualcosa di grande, bello e straordinariamente normale come vedere giovani e adulti con disabilità che lavorano insieme agli educatori e a maestranze per imparare un nuovo mestiere e fare i primi passi verso l’inserimento lavorativo, assumendosi più responsabilità e acquisendo maggiore autonomia lavorativa appunto e sociale, ispirazione e nucleo fondante del D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62 in vigore dal 30 giugno 2024 che riforma la valutazione della disabilità in Italia, introducendo un approccio bio-psicosociale basato sulla Convenzione ONU.
In secondo luogo, c’è lui, Nico Acampora, vero e proprio rivoluzionario con il sorriso (la positività dovrebbe essere un virus che contagi gli animi di tutti noi) in tema inclusione lavorativa.
Nico Acampora ha travolto su scala nazionale certa passiva indolenza inerente il modo di intendere i ragazzi con determinate fragilità dando contezza a tutta l’Italia che c’è un “dopo di noi” per tutti quei figli che hanno bisogno di vivere in società e non di nascondersi dietro l’assistenzialismo.
Non è un caso che il sig. Acampora fondatore di Pizzaut è stato insignito di una serie di riconoscimenti: Ambrogino d’Oro, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a cui si è aggiunto uno “speciale premio” diventando “i pizzaut” personaggi delle celeberrime Lego.
Toys Center e Playmobil infatti hanno unito le forze per trasformare il gioco in un gesto concreto di inclusione per sostenere CasAUTentica, il progetto dedicato a favorire l’autonomia abitativa delle persone autistiche. I fondi raccolti contribuiranno alla realizzazione di nuovi spazi in cui i ragazzi autistici possano imparare a gestire la quotidianità, sviluppando autonomia e fiducia in sé stessi.
Stante questa ricca premessa, le statistiche non potevano non essere in linea e parlano chiaramente di un mondo che va verso un cambiamento, una direzione, un rinnovamento di prospettive e prerogative:
secondo i dati provvisori dichiarati al 06/09/2024 dal Servizio Statistico Nazionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, riferiti all’andamento degli alunni con disabilità inclusi nelle scuole del territorio italiano, si rileva che la crescita di numerosità degli alunni (331.124) è pari del 57,5% rispetto all’anno scolastico 2014/15 e si attesta al 6,4% rispetto all’anno scolastico precedente 2023/24, quindi questo delinea un quadro netto del mondo che verrà che deve diventare oggetto di attenzione che non si può risolvere solo con assistenzialismo.
Per me che sono dentro il mondo dell’immobiliare ormai da più di 20 anni, svolgendo da 15 anni il ruolo attivo di supporto nel mondo dell’immobiliare fragile, quello fatto di debiti e pendenze, di case da vendere in asta e da salvare dell’asta, un mondo spietato per alcuni versi e fantastico per altri (la più bella operazione svolta, senza dubbio, quella verso una famiglia sfrattata con 4 figli a cui sono riuscita a fare ottenere un mutuo e una nuova casa, chiudendo un saldo e stralcio con un’altra famiglia indebitata, con residenza all’estero, facendo un lavoro per due nuclei con massimo risultato professionale e umanitario) che aiuta la dignità delle persone, un mondo da pelo sullo stomaco e da necessaria determinazione, onestà e trasparenza.
Nell’ambito di una situazione diffusa, a cui ormai ci siamo quasi abituati, di crisi e fallimenti, Il Veneto conta oltre 9.200 capannoni industriali vuoti o dismessi, pari a circa il 10% del totale, con una superficie inutilizzata che supera i 18 milioni di metri quadrati, generata dalla crisi post-2009 e da una sovrapproduzione edilizia. Questa situazione, definita “deserto industriale”, rappresenta un notevole spreco di territorio e risorse, con stime di valore perso che raggiungono il miliardo di euro, spingendo verso necessità di riqualificazione o riconversione e qui sta la grande svolta proposta:
investiamo in modo diverso, non cementificazione fine a se stessa, non ennesimo supermercato senza anima ma strutturiamo, le realtà sopra indicate, non facendole rimanere cattedrali nel deserto ma creando nuove realtà commerciali, artigianali e industriali di inclusione.
Cosa porterebbe questo?
Alleggeriamo lo Stato nell’aspetto dell’assistenzialismo passivo trasformandolo in produttivo.
Creiamo tutor esperti nel lavoro specifico che in combine con professionisti della disabilità (che devono diventare parte di questo tessuto sociale e non professionisti eterei e per certi versi irrangiungibili come dei top manager) creino un primo step di formazione solido e mirato a posizioni già individuate.
Sfruttiamo ove possibile, per superare le fragilità della disabilità, l’intelligenza artificiale tarata ad hoc, per bypassare eventuali difficoltà verbali nell’interazione sociale o interazione con le macchine che rendano equipollente ad un individuo normo-dotato il lavoro di individui con disabilità fisica.
Creiamo alle spalle di questi centri dei nuclei abitativi che si integrino con il posto di lavoro e che siano assegnati ai lavoratori diversamente abili, dove, ovviamente ci siano zero barriere architettoniche, una mensa comune e l’inserimento di coordinatori che possano permettere autonomia e indipendenza sociale in ogni senso.
Dove non c’è la possibilità di intervenire in loco con una soluzione abitativa, creare dentro case e condomini un upgrade ad hoc che permetta una vita autonoma e attiva, con il supporto di figure disponibili all’interno di ogni Comune che aiutino sul piano pratico e determinando zero barriere architettoniche e sociali, con servizi di collegamento con questi nuclei industriali, commerciali e artigianali attivi e sgravi fiscali per agevolare lo sviluppo di queste realtà a 5 stelle di produttività che si trasformerebbero in zone ad alta densità di umanità (saranno le avveniristiche ZADU), così:
* avremo una riqualificazione immobiliare, commerciale e industriale;
* alleggeriremo lo Stato di assistenza e l’Inps di indennizzi di vario tipo per persone a cui un sistema non adeguato impedisce di essere una vera forza lavoro, ridando a questi soggetti dignità sociale;
* creeremo un giro di economia nella preparazione di queste isole produttive, con tutte le maestranze impegnate allo scopo di creare queste nuove realtà;
* creeremo vite felici e non ghettizzate in un mondo che non guarderà più il diverso come altro da sé ma come l’altra metà della mela sociale da non compatire ma da rispettare pienamente. Ultimo ma non ultimo un sistema del credito che supporti questo progetto che si possa replicare su ampia scala, in modo puntuale, con a garanzia solidi contratti statali, di gente formata verso un progetto lavorativo duraturo e necessario e protetto da una rete di solidarietà umana e competenza professionale e si viva tutti in una realtà diversa dove l’unico tasso ad aumentare sia quello di umanità.
Perchè ho citato casa a Prima Vista in premessa?
Hanno fatto entrare il mondo immobiliare con competenza e simpatia nelle case degli italiani trasformandolo in arte di intrattenimento all’insegna della simpatia e soprattutto della capacità di realizzare i sogni abitativi degli italiani.
Chi meglio di voi per aiutarci, cari iconici agenti di Casa a Prima Vista, sposando questo progetto e individuando prima come testimonial e parimenti come professionisti, in Italia le zone dove possa nascere in combine con tutte le maestranze necessarie per renderlo realtà a breve: il primo viaggio su Marte lo possiamo fare sulla Terra, che non sia il caso di avvisare Elon Musk?
Dall’assalto dei capannoni al loro riuso per lo sviluppo sostenibile




