Il mercato delle aste: dove finisce l’affare

29 Nov

Il mercato delle aste: dove finisce l’affare

(foto tratta da http://www.tviweb.it/)

A cura della dr.ssa Caterina Franchina
Studio di consulenza Veneto Aste, Creazzo (VI)

 

Il mondo delle aste in evoluzione vede sicuramente segnare passi successivi forieri di sviluppi sostanziali che, dal mercato di nicchia, lato b del settore immobiliare, nell’ombra e oscurato per numeri e operatori dal mercato libero, ha conquistato una ribalta senza precedenti.

Proliferano corsi che formano e spiegano arti e magagne come se ci si addentrasse in un mondo semi-onirico, realtà parallela e oscura;

santoni invadono i social disseminando il loro credo con diktat e fondamentalismi sventolando la bandiera del “guadagno facile” che fa abboccare in tanti;

troppi lasciano l’obolo (pesante e oneroso a ogni corso) sperando di fatto di dominare il mondo ma finendo gioco forza per venire strumentalizzati da furbacchioni (dal passato da studiare) che diventano promotori di società con guadagni a 6 zeri mentre gli adepti macinano chilometri e mangiano fango nella speranza di eguagliarne i fasti.

Non si può negare che il fai da te impazzi e non c’è nulla da fare che freni questa deriva di improvvisati (l’altra faccia dei boccaloni) dell’affare sicuro finendo poi per accadere che…

Mi trovavo ad un’asta molto interessante (che mi tocca raccontarvi), accompagnando per il mio studio di consulenza due clienti; non sono solita raccontare vicende ed accadimenti del mio lavoro quotidiano ma questa volta si tratta di un vero e proprio caso di scuola da studiare e condividere con chi ama provare l’arte del “fai da te”.

Oggetto: casa a schiera

Comune: vicino a un capoluogo di provincia

Zona: prestigiosa

Mq: 409,55

Livelli: 4

Valore di perizia: € 145300

Problema: colpita da incendio.

Partecipazione all’asta massiccia, oltre ogni aspettativa: prezzo di partenza poco più di 100.000.

Non specifichiamo esattamente il lotto e il numero di procedura per evitare di scadere in una banale violazione di privacy (visto che viene fatta entrare in tutte le salse, in ogni occasione scomoda per salvare le apparenze).

La composizione della platea era interessante:

agenti immobiliari che intervenivano in proprio (pur fiutando l’affare, evidentemente per policy aziendale non trattano il tema ai clienti)

investitori di grosso calibro (abituè del settore con alle spalle consulenti e capitali)

operatori tecnici del settore immobiliare

coppie italiane

coppia straniera

società di stranieri

clienti Veneto Aste, consapevolmente presenti alla conquista di un sogno immobiliare.

Si celebra l’apertura delle buste.

Svarione del delegato: uno dei soggetti intervenuti in qualità di investitore presenta un’offerta senza un elemento sostanziale e non sanabile contestualmente;

il delegato concede la possibilità di riparare al momento.

Alla mia obiezione mi risponde che, se voglio, posso fare opposizione ma solo successivamente in modo formale;

al mio successivo richiamo all’art. del codice di procedura civile relativo ribatte che se del caso verrà verbalizzato, nulla più.

Ammette il soggetto alla gara (non risultato comunque vincitore).

Per la società straniera (presentatasi con domanda compilata in proprio) cartellino rosso e fuori dalla gara:

sbagliata la valutazione dei poteri in visura, eliminata (giustamente).

Uno dei soggetti (operatore tecnico del settore), ritiene di fare uscire gli accompagnatori:

la nostra contrarietà manifesta a quella che è solo una circolare dispositiva senza riscontri normativi ci porta a lasciare il campo e in solitudine i clienti accompagnati; il delegato imbarazzato che non aveva neanche fatto presente l’opportunità (giustamente), si piega alla volontà.

L’operatore tecnico del settore ci tiene a chiudere la porta bene (lasciata socchiusa) facendone una questione personale, diventato un assaggio della vittoria finale.

Rimaniamo come dei voyeur a seguire gli sviluppi: uno degli offerenti aggiorna il proprio accompagnatore/consulente fuori dalla porta minuto per minuto (curioso che in alcune associazioni venga vietato l’uso del cellulare, lì succede di tutto).

Sale il prezzo, sale il prezzo, sale il prezzo: chiusa la gara, quasi € 240.000,00 (centomila euro in più del prezzo di stima).

Rileggete le condizioni di cui sopra: ha “trionfato” l’operatore tecnico ma a che cifre? Fuori da ogni logica.

I miei clienti escono dalla gara provati, delusi: “così non ha senso”, mi dicono.

Sono d’accordo: le consegne nel mio studio erano “datevi un budget”. In mano entrambi avevano tutte le coordinate utili per fare l’affare e non rimanere avviluppati dall’effetto casinò.

Il sipario cala tra lo sconcerto e i sorrisini pieni di sarcasmo dei più “scafati” per il finale a sorpresa con buona pace di ogni previsione.

La morale terrificante qual è: acquistare in asta non è una medaglia d’oro a prescindere.

Questi valori balzati alle stelle dopano un mercato senza riscontri tecnici ma solo determinati da ciò che si è disposto a dare (e magari senza riuscire a pagare alla fine) per acquistare e non dal valore reale della cosa; viene creato un terrificante effetto bolla che finirà per colpire questo settore come qualche anno fa accadde sul mercato libero con effetti devastanti analoghi a una bomba atomica fatta esplodere senza guerre manifeste ma dettate nell’ombra  da speculatori senza scrupoli (comprare oggi all’asta per diventare esecutati domani).

Ripetiamo fino alla nausea: partecipare a un’asta non è solo compilare un modulo (come dimostrato gli svarioni sono sempre dietro l’angolo) ma un qualcosa di delicato che non può essere lasciato al caso: richiede attenzione, perizia, estrema conoscenza del settore dall’inizio alla fine e una cosa fondamentale (che mal si coniuga con l’ingordigia, uno dei vizi capitali), lasciar andar via un desiderio quando lo stesso diventa una chimera tuo malgrado, 237000 metri sopra il cielo.