Aste giudiziarie. A Vicenza i giudici decidono che non sono più pubbliche (o quasi)

28 Set

Aste giudiziarie. A Vicenza i giudici decidono che non sono più pubbliche (o quasi)

Di Dr.ssa Caterina Franchina

Nuove direttive presso il Tribunale di Vicenza: aste vietate agli accompagnatori..

La circolare di fatto emessa nel 2017 sembrava essere un innocuo seppur dettagliato vademecum intriso di istruzioni per l’uso per tutti i componenti del sistema aste ed infatti, come tale, da gennaio a oggi non aveva determinato cambiamenti epocali ed era guardata con occhio distratto dagli operatori del settore.

Sarà stata l’estate o il caldo durato più del solito ma con la nuova stagione autunnale di vendite giudiziarie c’è stato l’inaspettato cambio di passo che

è stato deciso con capofila l’Associazione Notarile Vicentina (ANVIPES), di fatto con in mano un numero imponente di deleghe di vendite giudiziarie del tribunale berico, che diffonde la comunicazione sopra indicata in estratto come un diktat a tutti coloro che depositano offerte da settembre.

Presa all’inizio dalla sottoscritta come un modo intelligente e garbato di tenere sotto controllo l’identità dei partecipanti alle vendite, avevo accolto con evidente plauso la cosa ma al primo giorno utile in cui accompagno i clienti capisco che la cosa avesse un tono ben diverso con mia grande meraviglia e rabbia;

mi spiego meglio:

il giorno dell’asta, al momento dell’apertura delle buste, se un qualunque partecipante/offerente decide che non è ben accetta la presenza di figure altre (rispetto a quelle sopra indicate come intoccabili) per nessuna ragione ben specificata (la regola che non è legge ma direttiva dei giudici non vuole motivazione) il delegato inviterà ad uscira dalla stanza, senza possibilità di opposizione, dove si tiene l’udienza di vendita (Ricordate i giochi della settimana enigmistica: aguzzate la vista!  La circolare in alto conclude il capoverso: “all’incanto può presenziare chiunque” passaggio che dal foglietto/pizzino dell’Anvipes è stato opportunamente rimosso per evitare balzasse agli occhi l’evidente contraddizione.

Le aste a Vicenza quindi non sono più pubbliche con evidenti conseguenze:

il mercato delle vendite giudiziarie viene calmierato (chi italiano non opportunamente istruito da consulenti tecnici o straniero incapace di giostrarsi in solitudine – di fatto ormai il 70% dei partecipanti, diverrà debole e scoraggiato dal partecipare) e si apriranno le porte a ruota libera esclusivamente agli “investitori/volponi” che avranno un’autostrada davanti per prendere a mani basse offerte da ripiazzare sul mercato libero a svantaggio di un altro mercato che è di fatto diventato la risposta popolare di una domanda di casa che banche con dei paletti sempre più alti per dare mutui malgrado un costo del denaro pari allo zero e prezzi sul mercato libero esasperati, avevano di fatto reso inaccessibili.

Una scelta di campo del genere non può passare sotto silenzio o con la testa bassa di chi prende atto di una decisione ineluttabile una volta di più perchè non  si interviene sul problema ben più importante:

la turbativa d’asta

(http://www.studiocataldi.it/articoli/17398-la-turbativa-d-asta-nel-codice-penale-e-nella-giurisprudenza.asp). La sala d’attesa della medesima associazione che precede l’ingresso all’aula dell’udienza vede incontrarsi i partecipanti senza “intermediazioni”. In quel contesto, secondo la “vox populi”, si consumano accordi pregressi con sorrisi sotto i baffi di chi comunque rimane “contento” dell’eventuale battitura indipendentemente dagli esiti. Avvilente!

Questa è la direzione presa dal Tribunale di Vicenza?

Tanto dovevo in qualità di consulente tecnico a chi distratto pensa che una decisione presa dall’alto sia comunque giusta: l’onestà è una scelta di campo non un’opzione relativizzabile e troppi favori sono stati fatti pensando che non cento passi

ma un milione ci separino dalla casa di “Tano”.

Aiutateci a diffondere a macchia d’olio: che la ribellione abbia inizio.

La casa è un diritto di tutti!